UNA SFIDA AI PIANI ALTI

Nei lavori a Bollengo d’Ivrea, di cui abbiamo parlato qui, la vera sfida attendeva i professionisti ai piani alti dell’edificio, nel sottotetto. Esso poggiava su un importante travata sorretta a sua volta da una grande capriata in legno antico. Per risalire alla data di creazione delle travi, solitamente, se ne studia la superficie. È infatti possibile supporre a che periodo storico appartengano grazie all’osservazione del modo in cui sono state lavorate. La trave della capriata in questione venne fatta risalire alla seconda metà del 1600, per via di alcuni segni di ascia ancora visibili. 

Purtroppo, gli architetti Silvio e Sara vi notarono un piccolo fungo. Si rese necessaria la verifica dello stato di sicurezza della trave, effettuata tramite dendrometro, uno strumento dotato di un ago sottile che penetra nel tronco degli alberi e ne misura la densità interna. Il risultato fu impressionante. Il fungo si era infiltrato nella trave mangiandone il legno e scavando al suo interno per 2 metri di profondità. Ciò significava che l’edificio non era sicuro. 

Rifare il letto era ormai impensabile: bisognava sostituire la trave. Come intuibile, si trattava di un’operazione assai delicata. Il tetto doveva essere puntellato e il peso portato a terra per un totale di tre piani. L’ingegnere strutturista di fiducia a cui si rivolse Archifor riteneva il progetto sin troppo ambizioso. Dopo aver osservato i calcoli e i disegni di Sara e Silvio però, si convinse che il tutto poteva funzionare. 

La trave fu sfilata e sostituita con un rovere di 13 metri risalente all’inizio del ‘600. Poiché si trattava del tirante della capriata (figura), l’operazione era assai delicata. Andava infatti ripristinato l’incastro esatto, legno a legno, come quello fra due grandi pettini. Ne andava però tolto e rimesso soltanto uno. Archifor si rivolse ad un falegname intarsiatore, qualcuno in grado di lavorare il grande con la tecnologia e la precisione del piccolo. 

Il giorno in cui avvenne la sostituzione, nel sottotetto erano presenti l’architetto Silvio e un muratore. La tensione era palpabile malgrado i calcoli fossero stati rispettati, ma tutto andò per il meglio e il lavoro riuscì perfettamente. 

Una volta poggiata a terra, la vecchia trave ricevette un calcio distratto da uno degli addetti ai lavori e si polverizzò quasi interamente. Aveva retto fino all’ultimo e ci piace pensare che, vista la riuscita dei lavori e il nuovo volto dell’edificio a cui apparteneva, si sentì libera di andarsene. 

Questo progetto racchiude la vera firma di Archifor: il recupero della storia calato perfettamente nell’ambiente presente.   

La capriata lignea di cui fu sostituito il tirante
La capriata lignea nel sottotetto di cui venne sostituito il tirante – la grande trave orizzontale.
Il sottotetto a lavori ultimati.
La sostituzione del tirante.
Il taglio della vecchia trave adagiata su un piano scorrevole per permetterne la sostituzione con quella nuova dal peso di due tonnellate.
Sopra, la nuova trave in rovere. Sotto, quella vecchia ormai polverizzata.

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